Mali blues. La voce del deserto

Si conclude il ciclo di articoli di Note di Viaggio di novembre dedicati al tema del deserto.

Mali Blues è stato girato da Lutz Gregor e prodotto da Martin Scorsese partendo dal fiume Niger in Mali e arrivando al Mississippi, lo stato degli USA noto per le enormi piantagioni di cotone dove gli schiavi maliani lavoravano e cantavano la loro malinconia, il loro “blue”.

Il docu-film, presentato al Toronto Film festival 2016, ha come protagonista Fatoumata Diawara. Attraverso la sua storia prendono vita le radici della musica “black” che secondo alcuni affondano proprio nel cuore del Mali, dove l’artista ivoriana è cresciuta.

La sua vita è cambiata dopo la fuga a Parigi: ha iniziato ad esibirsi tra caffè e bistrot e a farsi conoscere per la sua voce straordinaria. Fatou, questo il suo soprannome, canta della sua terra e usa la musica per combattere l’oscurantismo di tradizioni arcaiche e terribili come la mutilazione genitale femminile, ma anche il fanatismo religioso.

Nel film, la cantante si prepara per il suo primo show in Mali, nella città di Ségou nell’ambito del Festival del Niger nel 2015. Il regista la filma mentre, emozionata, costruisce la sua performance mettendo insieme suoni della tradizione africana – ad esempio lo n’goni, uno strumento a corde precursore del banjo – abbigliamento tradizionale e la sua splendida voce da usignolo del blues.

Massimiliano Bosco
Massimiliano Bosco

Massimiliano Bosco nasce a Roma nel 1967.
 Inizia da piccolo ad apprezzare la musica lirica e classica grazie al papà, tecnico del Teatro dell’Opera di Roma, che lo introduce nel mondo dell’Opera e del Melodramma. La musica diventa la sua passione principale. A quindici anni inizia a studiare la chitarra e da lì nasce l’amore e la passione per i Beatles, suoi maestri. Parte così un percorso di ricerca musicale che spazia dalle grandi rock band e funky anni ’70 fino ad arrivare al Jazz e alla fusion negli anni ’90. Tra i gruppi più amati ci sono gli Eagles, i Grand Funk Railroad, i Jethro Tull.
Nel 2013 frequenta l’Accademia di conduzione radiofonica e televisiva ART di Roma, impara, grazie ai docenti scelti tra i più importanti network radiofonici e televisivi, le basi della conduzione e della scrittura di format radiofonici, così da essere in grado di poter dar vita alla realizzazione del suo grande sogno, scrivere e condurre una trasmissione radiofonica che parli principalmente di musica.
Dal luglio 2013 conduce “Note di Viaggio”, un programma scritto e condotto da lui, dove accosta ai racconti e ai diari di viaggio la musica, frutto della ricerca di anni e della passione iniziata sulle poltrone del Teatro dell’Opera, suo grande amore.



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