VIVA LA RADIO.

La Radio non perde mai.

Radio Amatori. Radioamatori. Amatori della Radio. Conviventi della Radio ed amanti.
Ascoltare la Radio mentre si ama. Mentre si mangia. Mentre si dorme.

Radio Caroline nacque nel millenovecentosessantaquattro, fu un’intuizione di Ronan O’Rahilly.

La BBC in quegli anni deteneva il monopolio della musica, non passava mai selezioni musicali pop o rock e soprattutto faceva ascoltare solo i dischi degli artisti che erano sotto contratto delle principali etichette discografiche con buona pace del governo. Un insulto al concetto della Libertà proprio della Musica stessa, del genere e dei movimenti progressisti e liberali in voga in quei giorni.

Così, questo giovane imprenditore pensò bene che l’unico modo per aggirare l’ostacolo era quello di fondare una radio propria, malgrado un non piccolo e non irrilevante problema e cioè che la legge britannica lo vietava.

Ma la legge era valida solo sul territorio inglese quindi la seccatura fu facilmente risolvibile, Ronan costruì la sua radio su una nave riadattata, in mezzo al mare, in acque internazionali.

Per la storia, nemmeno troppo romanzata di Radio Caroline, basta vedere lo splendido film,”I Love RadioRock“, del 2009, di questo film e della storia di Radio Caroline ne parlerà la prima puntata di “Note di Viaggio” e “Così parlò Cerathustra” in onda unificate lunedì undici settembre, dalle diciannove, sulle frequenze virtuali di radiogodot.it.

A distanza di cinquant’anni, Radio Caroline è diventata finalmente di nuovo una radio viva e libera. E questa è una bellissima notizia.

Oh, certo, non è che senza Radio Caroline non si ascoltasse più musica. Ci sono milioni di piattaforme nel mondo specie nel web per ascoltare la musica e le parole, ma c’è una particolarità, costante negli anni, unica, e cioè che Radio Caroline è Una Radio, è Radio, è La Radio.

Molti si interrogano oggi sulla validità e sul futuro della televisione, sul futuro di internet, delle sue piattaforme televisive e di propagazione di immagini, se la televisione tra qualche anno esisterà ancora, ecc., ecc., ecc.

Ma sulla radio esiste una sola ed unica costante di Verità, la Radio vivrà.

Non ci sono dubbi, ne interrogazioni.

Perché questa sicurezza? Perché la Radio è il mezzo di comunicazione più semplice. Posso realizzarla con due vasetti di yoghurt ed uno spago o posso ascoltarla collegando una cuffia al rubinetto della vasca del bagno. Posso ascoltarla in auto. Posso ascoltarla ad occhi chiusi, certo, ad occhi chiusi non mentre guido, attraverso la strada o tagliuzzo la cipolla con un coltellaccio. Posso ascoltarla mentre piango o mentre ti immagino.

Molte radio sono vincolate al criminale disegno commerciale di legare le parole e i contenuti a parametri meramente costruiti su fondamenta economiche ed interessi imprenditoriali. Oh, non c’è nulla di male a voler guadagnare con la radio. Ma il prodotto di molte trasmittenti è molto simile a quello che per il cibo è definito come “fastfood”. Un prodotto di scarsa qualità, standardizzato e senza gusto originale ma traboccante di “falsogusto” generato dalla quantità di grasso che produce solo dipendenza ed ingordigia.
Un cibo non nutriente. Finto. Volgare. Sciocco. Troppo salato. Stazionario. Non evoluto. Involuto. Stucchevole.

Io preferisco le Trattorie, quelle che offrono un prodotto semplice, originale e in qualche caso genuino, magari poco raffinato e tecnicamente da rivedere, ma piene di libertà lasciata a chi produce il Piatto e a chi ne beneficia, magari ad occhi chiusi, certo, ad occhi chiusi non mentre guidi, attraversi la strada o tagliuzzi la cipolla con un coltellaccio.

Viva la Radio Libera.

Massimiliano Bosco

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