BECKETT HOTEL. NEW YORK #2. MONK ’N’ ROLL

Cento anni fa (il dieci ottobre del millenovecentodiciassette) nasceva Thelonious Monk e in queste settimane per le strade, nei jazz club e nelle sale da concerto di New York è tempo di celebrazioni e di tributi.

Monk è stato un rivoluzionario, un avanguardista, un compositore sfrontato ma allo stesso tempo schivo che faceva della semplicità e dell’immediatezza la cifra stilistica della sua musica.

La sua eredità nella musica di oggi è enorme, non soltanto per quanto riguarda il mondo del jazz ma anche nei confronti di scene musicali apparentemente distanti come il Rock, l’Hip-Hop e l’R’n’B.

Lunedì ventisette novembre il Beckett Hotel resta a New York ma si sposta al Thelonious Sphere Monk Circle, la strada che i cittadini della Grande Mela hanno deciso di dedicare a questo grande artista.

Accompagnati da un regista amante del Jazz come Spike Lee ci muoveremo come i protagonisti del film Mo’ Better Blues tra le ombre e le luci al neon della notte newyorkese lungo la cinquantaduesima strada, luogo simbolo per la nascita dello stile inventato tra gli altri da Monk: il Be Bop.

Tra una cover ispirate di Amy Winehouse, l’arte del sampling tra Jazz e Hip-Hop di Gang Starr, Skee-Lo e US3, il mash-up dei 9 Lazy 9 e l’originale omaggio firmato dal sassofonista Francesco Bearzatti andremo alla ricerca non tanto delle tracce del passato ma degli “standard” di oggi.

Beckett Hotel. On air su radiogodot.it, in diretta lunedi ventisette novembre duemiladiciassette dalle diciannove a Note di Viaggio.

Fabrizio Montini

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