BECKETT HOTEL. INDIAN JAZZ.

L’incontro sonoro tra India e Gran Bretagna affonda le radici nella storia e ancora oggi Londra è la porta d’accesso principale per i suoni che arrivano dall’India.
Nella capitale inglese il risultato del vitale laboratorio artistico in ambito musicale nel corso dei decenni si è stratificato grazie alle terze e quarte generazioni di immigrati di origine anglo-indiana.
In particolare, negli ultimi anni la scena pop e jazz britannica ha subito un forte influsso di musica che affonda le proprie origini nella millenaria tradizione indiana, grazie all’incontro tra musicisti aperti al dialogo e alla sperimentazione.
Già nel corso dei primi anni duemila, Londra e Bristol sono state i palcoscenici principali per l’esplosione dell’Asian Underground, un movimento musicale di tendenza che prendeva le mosse dalla seduzione percussiva degli strumenti indiani per adattarli al ballo e al contesto da club. Principali artefici di questa modo che durò alcuni anni furono il suonatore di Tabla Talvin Singh, il collettivo militante indian-punk degli Asian Dub Foundation, la band dei Fun-Da-Mental, il duo dub-elettronico formato da Badmarsh & Shri e il polistrumentista e produttore Nitin Sawhney; di quest’ultimo l’album Beyond Skin del duemilaundici rimane una pietra miliare per la capacità di coniugare la musica tradizionale delle origini con i nuovi suoni.
A distanza di oltre quindici anni, la scena anglo-indian è più che mai vitale ma la capacità di sintesi tra stili e generi dell’ultima generazione di musicisti locali dalle origini indiane ha in parte abbandonato le suggestioni del dancefloor per abbracciare la rinata scena jazz londinese.
In questo contesto lo stesso Nitin Sawhney è stato capace di aprire la sua musica alle contaminazioni melodiche del jazz, abbandonando i ritmi sincopati della jungle e drum’n’bass delle “origini” per abbracciare una forma più vicina a quella canzone.
Tuttavia, protagonista di questa nuova e ancora da scoprire scena indian jazz londinese è il musicista e compositore Sarathy Korwar.
Lunedi ventisei marzo duemiladiciotto il Beckett Hotel è passato nuovamente per Londra, non senza aver prima fatto tappa a Delhi: nella nostra playlist scopriremo giovani jazzisti della scena britannica e musicisti celebri e riconosciuti in ambito internazionale quali Alice Coltrane e Johnny Greenwood (chitarrista dei Radiohead e compositore di colonne sonore) ispirati, nel loro percorso, dalla musica indiana.
Fabrizio, FabMontrò, Montini
(MRoma1E)

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