BECKETT HOTEL. PEP LLOPIS, IL RISVEGLIO DEL SABATO.

E così capita che in un caldo e stanco sabato pomeriggio di fine luglio vai nel tuo negozio di dischi preferito e il sempre attento Luca Collepiccolo ti propone l’ascolto di un disco incredibile, che risveglia le papille uditive, mette in moto la fame chimica di musica, ti ispira al punto tale da venire voglia di scriverci sopra e di farne una playlist.


Poiemusia La Nau Dels Argonautes di Pep Llopis è una registrazione perduta del millenovecentonovantasette di minimalismo europeo, un disco manifesto, un’esempio di proto-ambient capace di fondere classica, folk, elettronica, che il polistrumentista originario di Valencia ha composto e ideato durante un lungo viaggio in solitaria tra le isole del Mediterraneo, da Maiorca a Santorini.


Il sound acquatico di Pep Llopis è un esempio di ispirato spoken poetry (sull’omonimo scritto del catalano Salvador Jofer) che riesce con lucida e al contempo disarmante naturalezza a tracciare le coordinate sonore di una mappa musicale forse sparita, forse da ritrovare. Influenze e suggestioni che orientano la bussola partendo dal lavoro di Steve Reich e La Monte Young, doppiano il capo all’altezza di Wim Mertens, Terry Riley, Philip Glass, virano intorno al primo Battiato, per guidare l’ascolto verso la sponda ritmica di Finis Africae prima di riparare nelle anse baleariche dei contemporanei Seahawks e, infine, attraccare nella rada sicura del madrileno Suso Saiz; anche quest’ultimo riscoperto – grazie a Music From Memory – dal catalogo della Grabaciones Accidentales, label cardine del minimalismo spagnolo. Un lavoro di ricerca encomiabile quello che sta portando avanti la Freedom To Spend, etichetta sussidiaria della Rvng Intl.

Fab Mon Trò

(MRoma1E)

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