TRA LE NUVOLE

Le nuvole hanno sempre ispirato l’arte, specialmente in età contemporanea.
Le canzoni, i libri e le storie.

Loro malgrado, associate agli umani, danno l’idea, da sempre, di essere l’elemento principe nell’immagine che si dà ai sogni, nella peggiore delle ipotesi, alla distrazione.

Essere con “la testa tra le nuvole” è da sempre considerato uno stato poco nobile, la persona in questione viene definita un distratto, un superficiale, uno a cui la praticità ed il pragmatismo sono simpatici tanto quanto una riunione di condominio il venerdì sera alle diciannove e trenta.

Secondo uno studio recente, invece, sognare a occhi aperti non sarebbe più da considerarsi un “male” ma al contrario sarebbe sintomo di creatività. In contrapposizione a chi invece sta, per così dire, con i piedi per terra, avere la “testa fra le nuvole” stimolerebbe il processo creativo. Evviva!

“Facevo dei sogni che sono diventati nuvole nel mio caffè”, diceva Carly Simon, qualcuno invece si faceva ispirare da quelle reali osservandole fuori dalla finestra di un’aula di scuola, secondo lo stesso studio chi tende ad avere la testa fra le nuvole pare goda di una migliore memoria di lavoro che viene anche associata alla capacità di lavorare mentalmente in multitasking, ossia pensare a più cose nello stesso momento.

Be’, una bella rivincita per tutti coloro che sono sempre stati criticati per essere “distratti” o “superficiali”.

Anzi, un invito, come dice l’immenso Antonio Carlos Jobim, a continuare a guardare il cielo…

La puntata di Note di Viaggio di Lunedì Primo Ottobre duemliadiciotto si intitolerà Con la testa tra le nuvole. In diretta su radiogodot.it dalle diciannove.

 

Massimiliano Bosco

foto m.bosco

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(MRoma1E)

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