CAMILLERI, MI RIVEDO IN TERESIA

L’undici Giugno Andrea Camilleri ha incantato la platea del Teatro Greco di Siracusa con lo spettacolo “Conversazioni con Tiresia” un monologo in cui il grande scrittore italiano racconta la figura mitologica dell’indovino greco, cieco, ermafrodita. Seduto su una sedia in mezzo al palco con solo una lampada accesa ad illuminare la notte estiva Camilleri dialoga virtualmente con diversi scrittori di ogni epoca affascinati anche loro da Tiresia intrecciando i diversi racconti con le sue vicissitudini personali: dall’Odissea di Omero alla Divina Commedia di Dante Alighieri, dall’Edipo Re di Sofocle a T.S Eliot nel suo “The Waste Land” a Woody Allen nel film “La dea dell’amore” ai Genesis nel brano “The cinema show” dall’album “Selling England by the Pound” sul cui tema si apre lo spettacolo.

Ciò che rende simili come in un gioco di specchi lo scrittore e l’indovino è la cecità diventata per Camilleri un modo per “vedere” le cose più chiaramente ma anche un handicap colpevole di impedirgli di ammirare ancora “la bellezza femminile”.  Il racconto millenario di Tiresia diventa un pretesto  per mettersi in gioco a novantatré anni per la prima volta come attore di teatro ma anche per parlare del proprio vissuto, del potere della poesia, dell’importanza delle parole espresse attraverso l’invenzione letteraria, della memoria in un epoca contrassegnata da odio e paura dell’altro.

Durante lo spettacolo siede per terra vicino a lui un giovane ragazzo come un nipote intento ad ascoltare i racconti atavici del vecchio nonno, come un allievo al cospetto del suo mentore in una cornice il Teatro Greco testimone delle tragedie greche raccontate da Sofocle e Dionisio in un continuo alternarsi di passato presente e futuro per non perdere i valori stratificati nel tempo. Chissà se questo spettacolo sarà l’atto finale della carriera artistica di uno dei più grandi scrittori del novecento. Di certo non il suo ultimo colpo di scena: la fine del commissario Montalbano è stata scritta da Andrea Camilleri tredici anni fa e forse la sua pubblicazione coinciderà con la dipartita del suo creatore. O forse l’inizio di un nuovo racconto…

Paolo “Mr Vinile” Marra

(MRoma1E)

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