ALI SCIOLTE

Il batterista americano Rashied Ali è stato accusato per anni di essere il colpevole dello scioglimento di uno dei quartetti più notevoli e importanti per cifra stilistica e innovazione della storia del jazz, quello di John Coltrane. Per intenderci quello che nel millenovecentosessantaquattro registrò uno dei capolavori della musica del ventesimo secolo “A LOVE SUPREME“. Accuse infondate in parte dovute alla difficoltà da parte dei fan e dei critici di comprende la musica espressa da Trane negli ultimi due anni della sua vita, di cui Ali fu elemento essenziale. Già alla fine degli anni cinquanta diversi giovani jazzisti di Philadelphia sperimentavano nuovi soluzioni musicali . Fra questi Rashied Ali che forma una band con due batteristi e diversi sassofonisti. Spesso, mentre sono in giro per la città, si fermano davanti alla casa di John Coltrane, in quel periodo membro della band di Miles Davis; rimangono seduti sui gradini sotto la finestra per ore ad ascoltarlo esercitarsi al sassofono. La sua figura è diventata un punto di riferimento per la nuova generazione di musicisti attratti dalla potenza che riesce a tirate fuori dallo strumento unita a una ricerca maniacale della perfezione tecnica. Anni dopo nel millenovecentosessantatré Rashied Ali si trasferisce a New York e in poco tempo diventa uno degli esponenti della scena della avanguardia jazzistica insieme tra gli altri a Sun Ra, Archie Sheep, Pharoah Sanders, Paul Bley, Don Cherry. Un giorno si reca all’Half Note dove suona Coltrane; come anni prima si siede sui gradini fuori dal locale ad aspettarlo con l’intento di chiedergli di suonare nella sua band. Per giorni la risposta è ” beh no, oggi no”. Un giorno però tutto cambia. All’ennesima richiesta viene invitato sul palco a sostituire Elvin Jones, non potendo la band iniziare a suonare per il ritardo del batterista di lungo corso del quartetto di Coltrane. Da quel momento in poi Ali diventa membro fisso del gruppo che ormai comprende diversi sassofonisti e percussionisti. Nel novembre del millenovecentosessantacinque Coltrane decide di usare due batteristi per la storica performance al Village Gate di Manhattan. Jones e Ali si ritrovano sul palco a suonare insieme in un clima generale di “fracasso”; mentre Jones si sente spaesato e sovrastato dall’uso di due batterie, Ali entra in totale simbiosi con il nuovo corso di sperimentazione di Coltrane apportando freschezza con il suo stile di “Free drumming”, liberando di fatto il ritmo dalla gabbia dei tempi costanti. Il pianista McCoy Tyner sovrastato dalla bordate dei due batteristi, che hanno ingaggiato una sorta di gara a chi batte più forte, viene relegato in secondo piano. Le incomprensioni personali e artistiche fra i due segna la fine del gruppo storico di Coltrane; Elvin decide di andare via, decisione condivisa dal pianista Tyner. Non prima di aver pubblicato l’ultimo album di materiale nuovo registrato da John Coltrane prima della sua morte, Meditations, con Ali, Jones, Tyner e il contrabbassista Jimmy Garrison.

La dipartita dei due, con il successivo allontanamento di Garrison, coincide con la fase finale della carriera e vita personale di Coltrane segnata da un forte senso spirituale, con l’avvicinamento alla religione induista e alla cosmologia e dall’incontro con la pianista Alice McLeod che in seguito diverrà sua moglie. La musica rispecchia la ricerca mistica del periodo con un improvvisazione estatica, caratterizzata da un intensità e potenza mai udite nel panorama jazz. Rashied Ali fu partecipe di un’evoluzione al suo arrivo già in atto, irrefrenabile, scaturita dalla volontà famelica di Coltrane di trovare “qualcosa che non sia già stato suonato” attraverso le sue sensazioni. Rashied Ali porterà con sè negli anni a seguire il lascito del Maestro immaginando e realizzando nel millenovecentosettantatré l’Ali’s Alley, un vibrante spazio culturale nel cuore di New York dedicato all’improvvisazione jazz, danza, poesia e teatro.

Paolo Marra

Paolo Marra
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