L’ARCHITETTURA DELLA FELICITA’

Quanto influisce l’architettura sul nostro senso di felicità? Che ne siamo consapevoli o no l’ambiente intorno a noi, dalla città, al quartiere, al palazzo finendo in un piccolo appartamento dove passiamo la maggior parte del nostro tempo influenza in maniera positiva o negativa la nostra personalità, il nostro umore, la nostra morale, la nostra creativa. Può appagarci e darci un certo senso di felicità. Alcuni studiosi e architetti sono andati oltre, parlando di come il design di una casa e degli oggetti con cui l’arrediamo possano avere un’influenza significativa sull’essere umano spingendolo alla riflessione, stimolandolo al ragionamento e, in un’ultima analisi, ad avere sensazioni positive. L’architettura urbana gioca un ruolo fondamentale in tale processo migliorativo; quando interagisce con la natura le nostre emozioni più profonde vengono risvegliate ed alimentate da un senso di pace e tranquillità. Chi di noi da bambino non ha avuto il desiderio almeno una volta di arrampicarsi su un albero e, come il protagonista del romanzo “Il barone rampante” di Italo Calvino, farsi una dimora fra i rami e il cielo per non scendere mai più?  Le opere architettoniche dovrebbero essere pensate in modo da esplicare tale bisogno innato nell’uomo di interazione con la natura, creando all’interno delle nostre città “spazi felici”, vitali e non deteriori dei delicati equilibri dell’intero ecosistema.

Un esempio di “architettura della felicità” è il complesso architettonico Hundertwasserhaus costruito in un quartiere residenziale di Vienna. L’opera rispecchia l’idea di sostenibilità del suo ideatore, il pittore e architetto viennese Friedensreich Hundertwasser. La sua è una vita spesa  nella ricerca di un’architettura più vicina all’uomo, in assoluta armonia con la natura. Tutto il complesso è costruito con materiali naturali, e presenta finestre una diversa dall’altra, linee irregolari alla Gaudì e alberi sulle terrazze chiamati dall’artista “alberi inquilini“. Caratteristica che si ispira alla Torre Guinigi di Lucca, fatta costruire dall’omonima famiglia intorno al milletrecento come simbolo di rinascita della città medievale, su la cui sommità si ergono sette piante di leccio. Non solo, l’opera dell’architetto viennese è anche un’ esempio di Housing Sociale: i cinquanta appartamenti che compongono la struttura vengono affittati dal Comune a prezzi molto bassi a famiglie bisognose che abbiano almeno un componente artista. Altro esempio di “Architettura della felicità” è il “Bosco verticale” di Milano, sintesi moderna del concetto di “interazione” fra natura e opera umana. Il grattacielo, percepito spesso come elemento invasivo dell’habitat naturale, viene trasformato in dimora “verde” dove l’uomo, le piante e gli uccelli possono convivere in un futuristico nido sospeso nel cielo. Il complesso è formato da due palazzi residenziali su le cui facciate sono distribuite più di duemila piante e alberi ad alto fusto. L’impatto benefico dell’opera sull’ambiente urbano circostante e sulla sua vivibilità sono descritte da uno dei progettisti, l’architetto Stefano Boeri:

“Il Bosco Verticale contribuisce… alla produzione di ossigeno, all’assorbimento delle polveri sottili dell’inquinamento da traffico e alla riduzione dell’escursione termica tra interno ed esterno”.

In cantiere la creazione di un’intera città formata da edifici costruiti seguendo gli stessi criteri del “Bosco verticale”. Nascerà entro il duemilaventi in Cina nella provincia meridionale del Guangxi, ed è stata progettata dagli stessi architetti dei due grattacieli milanesi. Non solo appartamenti ma anche scuole, alberghi e uffici saranno ricoperti da circa un milione di piante e alberi diversi. Anche in questo caso “la città foresta”, così soprannominata, porterà benefici a tutta l’area interessata, regolando il delicato equilibrio dell’ecosistema e delle specie vegetali e animali che vi risiedono messo a dura prova da un tasso di inquinamento tra più alti al mondo e diventando un modella di eco-sostenibilità. Risparmio energetico, rispetto dell’ambiente e delle relazioni tra specie diverse, sostenibilità,  nonché spazi urbani pensati per esaltare le qualità umane sono la base per diventare cittadini migliori  e di conseguenza più felici.

Paolo Marra 

Paolo Marra
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