MOSTRE. You say you want a revolution?

Un’avvertenza: astenersi nostalgici e revisionisti storici, questa non è una mostra politica, ma una gran corsa a rotta di collo attraverso i tardi anni ’60, per la precisione tra il 1966 e il 1970. Anni rivoluzionari, folli e coloratissimi che hanno cambiato le vite di chi c’era e anche di chi è venuto dopo.

Attraverso sette sezioni, i  curatori raccolgono una gran quantità di oggetti, immagini, filmati, testimonianze per ricostruire un “prima” e un “dopo”. Inevitabile è rendersi conto che molti aspetti della vita ormai quotidiana degli Inglesi e degli europei in generale prendono piede in questi anni. La minigonna, la cultura dei club, gli scioperi e le manifestazioni studentesche, la tv, le prime avventure spaziali, i festival all’aperto. Tutti fenomeni figli di quegli anni.

Ci si stupisce, si ricorda, ma soprattutto ci si interroga sulle origini di tanti fenomeni sociali che hanno origine in quegli anni. Dall’ambientalismo al neo-liberismo, come e quanto è cambiato il nostro mondo in 50 anni? E dove ci porteranno questi cambiamenti tra altri 50 anni?

C’è tempo fino al 26 febbraio 2017 per organizzare una visita al Victoria & Albert Museum e tornare per qualche ora indietro nel tempo.

Massimiliano Bosco
Massimiliano Bosco

Massimiliano Bosco nasce a Roma nel 1967.
 Inizia da piccolo ad apprezzare la musica lirica e classica grazie al papà, tecnico del Teatro dell’Opera di Roma, che lo introduce nel mondo dell’Opera e del Melodramma. La musica diventa la sua passione principale. A quindici anni inizia a studiare la chitarra e da lì nasce l’amore e la passione per i Beatles, suoi maestri. Parte così un percorso di ricerca musicale che spazia dalle grandi rock band e funky anni ’70 fino ad arrivare al Jazz e alla fusion negli anni ’90. Tra i gruppi più amati ci sono gli Eagles, i Grand Funk Railroad, i Jethro Tull. Nel 2013 frequenta l’Accademia di conduzione radiofonica e televisiva ART di Roma, impara, grazie ai docenti scelti tra i più importanti network radiofonici e televisivi, le basi della conduzione e della scrittura di format radiofonici, così da essere in grado di poter dar vita alla realizzazione del suo grande sogno, scrivere e condurre una trasmissione radiofonica che parli principalmente di musica. Dal luglio 2013 conduce “Note di Viaggio”, un programma scritto e condotto da lui, dove accosta ai racconti e ai diari di viaggio la musica, frutto della ricerca di anni e della passione iniziata sulle poltrone del Teatro dell’Opera, suo grande amore.



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